Remo Bianco (1922-1987) e' stato uno dei protagonisti dell'arte italiana a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, ed ora la citta' di Padova dedica all'artista milanese una corposa retrospettiva che si articolera' fino al 31 luglio. Organizzatori della mostra sono l'assessorato alla Politiche Culturali e Spettacolo del comune e l'Associazione Remo Bianco, con il patrocinio della regione Veneto e della provincia di Padova. A curare la rassegna Lorella Giudici e Leo Guerra. Remo Bianco, artista versatile e portato alla sperimentazione, attraverso i suoi lavori manifestava una grande liberta' ludica ed espressiva. Dalla carta alla stoffa, dall'olio alla fotografia, dal plexiglas alle sostanze chimiche, dal fumo alla foglia d'oro, Bianco ha dato alla materia un volto multiforme. Nella Milano degli anni Sessanta, accanto a Fontana e Manzoni, Bianco e' stato tra gli artisti piu' interessanti e inquieti. I collages, accanto ai ''Tableaux dore's'', sono tra le sue opere piu' note. La mostra ripercorrera' e approfondira' alcune delle tappe salienti del lavoro di Bianco, a partire dai primi lavori figurativi fino alle geometrie tracciate su trasparenti fogli di plexiglas (piu' tardi sovrapposti in complicati e affascinanti giochi formali). Una particolare attenzione sara' rivolta, nell'ambito della rassegna, ai famosi 'Nucleari', opere formate da depositi magmatici che tracciano geografie tormentate e polimateriche. Il percorso espositivo si concludera' con i lavori dell'ultimo periodo, definito dall'artista stesso ''Arte elementare'', dove il linguaggio si semplificava, perche' al termine di una vita spesa per l'arte e per la comunicazione, Bianco avverti' la necessita' di azzerare tutto. Infatti, l'artista percepi' che l'arte si era allontanata dalla vita e l'uomo fuggito dall'arte. La rassegna riunira' anche la documentazione (opere, fotografie e scritti) che raccontano della stagione della cosiddetta ''Arte chimica'', il cui manifesto venne redatto da Bianco nel 1964.