Domenico Cantatore è nato a Ruvo di Puglia nel 1906. Dopo un periodo di solitaria formazione da autodidatta a Roma, si trasferì nel 1924 a Milano dove cominciò a dipingere e a frequentare Carlo Carrà, Edoardo Persico e il gruppo dei pittori di Corrente e dei letterati suoi coetanei, Alfonso Gatto, Salvatore Quasimodo, Leonardo Sinisgalli, Sergio Solmi, Cesare Zavattini, tutti alla ricerca di un nuovo linguaggio artistico in sintonia con le proprie inquietudini e con gli sviluppi dell'arte europea. Nella sua maturazione artistica resta fondamentale il soggiorno parigino che fra il '32 e il '34 lo portò a diretto contatto con l'opera di Cézanne, di Matisse, di Modigliani e di Picasso da allora essenziali punti di riferimento. Ma sono stati soprattutto i disegni e le puntesecche del periodo parigino a dargli coscienza dei propri mezzi e ad attirare sempre più sulla sua opera, al ritorno da Parigi, l'attenzione di critici e letterati che gli valse nel 1950 la nomina a titolare della cattedra di pittura all'Accademia di Brera.
Pittore di esuberante espressività, raffinato disegnatore e illustratore di libri, Cantatore innesta su un fondo di archetipiche reminiscenze mediterranee, un originale linguaggio artistico in cui si fondono il senso della compattezza dei volumi mutuato da Cézanne, una certa aria di "realismo magico" appresa da Carrà e l'eleganza della linea di Modigliani. A partire dagli anni '50 la sua pittura acquista così una nuova ariosità e i suoi paesaggi diventano "blocchi di materia" rappresa di "luce tenera" (Guido Ballo) nella tradizione del paesaggismo lombardo. E' morto nel '98, a 92 anni, a Parigi dove si era recato per rivedere i luoghi della sua giovanile formazione artistica.