Formatosi all'Accademia di Brera ai corsi di A.Alciati e C.Tallone e diplomato nel 1926, esordì alle mostre Sindacali di Brera vincendo il premio Sallustio Fornara 1927. Dal 1928 iniziò l'attività di insegnante ed espone alla Biennale di Venezia dove tornò a quasi tutte le edizioni fino al 1956. Presente alla seconda mostra di Novecento Italiano alla Permanente nel 1929, alla mostra di Buenos Ayres nel 1930, a Cracovia nel 1935, De Rocchi si espresse fin dagli inzi in toni chiari sia nelle opere neometafisiche sia in quelle in cui si attenne al primitivismo. Soggetti d'elezione furono umili figure femminili a volte iscritte in fondali architettonici, nature morte sovente con strumenti musicali, paesaggi. Espose alla Quadriennale di Roma dalla prima edizione del 1931 al 1965. Del 1932 la sua prima personale alla galleria dell'Arte di Milano; già nel 1934 ebbe una sala alla Biennale di Venezia vincendo il premio del Governatorato di Roma. Dopo la vittoria al Principe Umberto del 1936 ebbe la cattedra di Anatomia artistica all'Accademia di Brera, dal '48 quella di pittura al Liceo artistico e dal '52 quella di figura disegnata in Accademia. Fu premiato nel 1939 a Brera e al premio Bergamo. Dipinse per alcuni anni in Valsassina, quindi a Bocca di Magra e a Venezia dal '40 fino agli ultimi anni d'attività. Nel 1943 vinse il premio d'arte sacra dell'Angelicum. Del '44 due personali alle Gallerie Borromini. I modi della sua pittura sono affini a quelli dell'ambito chiarista milanese. Nel dopoguerra il suo fare manterrà chiarità di tono e intima connotazione spirituale. Ai paesaggi e agli interni si affiancano composizioni di fiori, trattate con brevi pennellate libere e vaste campiture di lieve materia, successivamente meglio fuse nell'assieme. Espone dal '46 all'Annunciata di Milano; nel 1954 alla Triennale e alla Galleria Schettini. Nel 1956 vinse un premio acquisto alla Biennale ed espose in personale a Milano da Gussoni ritornandovi nel 1959 e 1965. Squillanti le cromìe nelle composizioni dell'ultimo decennio, sovente dedicate alla figura femminile e ai giardini. Retrospettiva milanese al Museo di Sant'Andrea nel 1981 e al Museo civico di Campione d'Italia nel 1991. Presente alla mostra Annitrenta del 1982, risulta altresì inserito in tutte le rassegne private dedicate al Chiarismo milanese e il particolare nella mostra sul Chiarismo lombardo a cura di R.Margonari e R.Modesti nel 1986.