?!Dada!!- Nessuno ne fa parte!?
Certo che ne facciamo parte,....
Credere erroneamente a ogni tipo di appartenenza, lo dobbiamo alla Vostra "Società" (oh Stato) - alla vostra "comunità"; che ci costringe, a distinguerci da essa in ogni forma, e che fu il mezzo coercitivo che portò alla formazione di questa Dada selenitica (come la pietra lunare) - Il dovere, che loro vogliono affidarci, il riconoscere "di appartenere a qualcosa", è un errore, un'aberrazione, del quale devono ringraziare solo a se stessi. La comunità (quella comunità tra l'altro, che rispettano senza macchia) che avvolge tutti nell' acido di una lieve patetica o grigia disperazione.... vero atteggiamento, resta completamente al di fuori del gruppo, del Movimento della rivista Dada. Sul gradino successivo di una visione del mondo v'è il gioco di destrezza con le proprie spoglie sotto costrizione intestinale......
Il 5 febbraio 1916 il regista di teatro, pittore e scrittore espressionista H. Ball fondava a Zurigo il Cabaret Voltaire. È questa la data d’inizio di un movimento rivoluzionario ideologico, prima ancora che artistico, attivo fino al 1919, che raccolse molti intellettuali, personalità di spicco della letteratura, della musica, del teatro. Della pittura e della scultura, uniti dal rifiuto di ogni forma di cultura tradizionale. Nella sua prima fase zurighese ebbe tra i massimi esponenti il poeta rumeno Tzara, estensore tra l’altro dei manifesti dadaisti, H. Harp, M. Janko,R. Hü e H. Richter. Il nome "dada" emerse da una casuale ricerca di vocabolario e fu scelto come non-sense, dato che in francese indica un giocattolo infantile, un balbettamento. Il movimento esaltava la irrazionalità, l’anarchia, il nichilismo e la casualità nelle arti come in politica e nella morale, tuttavia i lavori realizzati nella fase zurighese denotano derivazioni cubiste e anche futuriste. Tra l’altro, collaboravano alle varie manifestazioni del gruppo dada e alle due riviste "Cabaret Voltaire" e "Dada" molti esponenti delle avanguardie internazionali tra cui Apollinaire, Kandinskij, Marinetti e Picasso. Nel 1918 entrarono a farne parte anche Eggeling e Picabia, mentre si aprivano altri centri dadaisti a Barcellona con Gleizes e Cravan, a New York, con Duchamp, Man Ray e lo stesso Picabia, il fotografo Stieglitz, il musicista Varise e il collezionista Arensberg. Anche in Germania si erano aperti centri dada, a Berlino con Hülsenbeck, Hausmann, Baader, Heartfield e Grosz, a Hannover con Schwitters e a Colonia con Max Ernst e Baargeld. Le opere dadaiste americane e tedesche si differenziano da quelle zurighesi. Infatti, a partire dai ready-made di Duchamp, ora si tende a estraniare oggetti comuni dal loro contesto per inserirli in spazi anomali che li caricano di stupefacenti significati. Si fanno dipinti meccanomorfici, interventi su fotografie, mentre in Germania si producono corrosivi fotomontaggi ai quali si affida il compito di una violenta protesta politica. Anche a Parigi si costituì un gruppo dadaista guidato da Breton, ma gli artisti che ne facevano parte, in polemica con quelli del gruppo zurighese, transitarono rapidamente nel Surrealismo. Gli accenti ribellistici dada si riproposero con forme rinnovate dopo la fine della seconda guerra mondiale tanto in America, nel movimento New-dada, quanto in Europa col Nouveau Rèalisme.