Rognoni Franco 1913 - 1999 - Elite Shopping
 

Rognoni Franco 1913 - 1999

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 Franco Rognoni nasce a Milano il 20 settembre 1913 da una famiglia della piccola borghesia.
Il disegno e la pittura sono tra i suoi primi interessi. Frequenta le scuole tecniche di tessitura e quindi la Scuola superiore d’Arte applicata del Castello Sforzesco. Fin dal 1934 collabora come disegnatore a importanti riviste e quotidiani. Fra gli artisti cui dà maggiore attenzione, visitando le gallerie d’avanguardia, Sironi, de Pisis, Modigliani e nelle biblioteche ha modo di avvicinarsi alla grafica e alla pittura degli espressionisti tedeschi. Nel 1938 espone in personale a Milano, confortato dall’amicizia del critico Raffaello Giolli che fu decisivo nel suo avviamento culturale. Durante la guerra si trasferisce a Luino, sul Lago Maggiore dove ha possibilità di concentrarsi sul lavoro creativo. Incisioni, illustrazione di libri, collaborazione a diversi periodici lo mantengono in rapporto con editori e collezionisti. Dopo la Liberazione torna ad abitare a Milano, il suo studio è a Lambrate. Disegno e pittura trovano nuovi impulsi. Un alternarsi di motivazioni tematiche ed espressive, che conduce in modo appartato, nella scelta di portare avanti un proprio discorso antiaccademico che può realizzare liberamente solo all’interno di personali esperienze. Nel 1953 una personale a Milano presentata da Guido Ballo. La critica si interessa alla sua opera con maggiore attenzione. Nel 1957 la Rai TV lo invita in qualità di artista a creare scenografie e costumi, attività che svolge anche alla Piccola Scala e a La Fenice di Venezia. Il suo modo di intervenire con originalità negli spazi teatrali ottiene larghi consensi e successo di pubblico. Nella pittura Rognoni fa affluire quantità di materiali, scenografia, disegno decorativo, illustrazione, incisione, e in questa contaminazione sta anche la modernità dell’artista che non si vieta di usare insieme ironia e senso drammatico, come certi compositori di musica moderna che prelevano da ogni epoca e stile motivi per le loro partiture. Negli anni Cinquanta l’artista si lega in esclusiva alla Galleria dell’Annunciata di Milano che organizzerà sue mostre in Europa.
Negli anni Sessanta si moltiplicano le esposizioni personali e si infittisce la saggistica sulla sua opera; sempre molto intenso il lavoro per l’editoria. Le sue amicizie si contano soprattutto fra i letterati e i musicisti: Riccardo Malipiero, Vittorio Sereni, Piero Chiara, Dante Isella.
Quattro grandi teleri con le gesta di Ulisse dipinge per la turbonave Michelangelo.
Negli anni Settanta e Ottanta le mostre personali sono altrettante antologie di un discorso che si fa incisivo sull’uomo e il suo ambiente, la città, che lo trasforma e lo fa sentire sempre più estraneo. Nei volti dei suoi personaggi, giocati sull’ambiguità, si legge critica morale e scetticismo. L’esistenza di Rognoni, come la sua opera, mantiene due poli privilegiati, Milano e Luino: dipinge la città e il lago, anche senza separare questi luoghi. Il sogno e la memoria si sovrappongono e modulano il carattere di una pittura che talvolta tenta la favola oppure inventa un’umanità ideale, ricrea i personaggi del nostro tempo come abitanti di un mondo sospeso fra realtà e fantasia, sul punto incerto di apparizione e sparizione. Gli interni/esterni portano il pittore a esplorare lo spirito contemporaneo sul filo di colori in equivalenza di sentimenti, di segni mossi come provocatori interventi musicali. Le tele degli anni Novanta hanno talvolta un andamento sinfonico; ciò che interessa il pittore è cogliere la vitalità delle immagini, far sentire quelle contaminazioni fra cose reali e inventate lasciando piena libertà al colore, alla luce, alla composizione. Se la sua opera non trova un’agevole collocazione nelle nostre vicende artistiche, è necessario allungare lo sguardo verso la Mitteleuropa, fra simbolismo ed espressionismo, per valutarne il percorso.