Nato a Zoppe di Cadore (Belluno) nel 1910, Tomea abbandonerà presto il paese natio pur conservandone sempre un vivo ricordo, evidente nei numerosi dipinti di soggetto montano. L' attività di gelataio ambulante che svolse mentre frequentava i corsi serali dell' Accademia Cignaroli di Verona gli conferiranno a lungo un' aura di popolare leggenda nella cerchia di amici artisti. Risale al 1928 il trasferimento a Milano dove conosce e frequenta Giacomo Manzù, Renato Birolli ed entra a far parte della cerchia del critico e organizzatore culturale Edoardo Persico. Nel 1934 soggiorna sei mesi a Parigi con Aligi Sassu e lì avrà modo di conoscere e studiare gli impressionisti, Vari Gogh e. Cézanne.
Il 1937 fu un anno decisivo per l'artista che ottiene la medaglia d' oro alla VIII Mostra Sindacale Lombarda allestita alla Permanente con l'opera Candele e maschere, prima di una lunga serie dello stesso soggetto. Dal 1938 partecipa alle attività del gruppo di Corrente, movimento sorto a Milano in opposizione al regime. Artisticamente antinovecentista, Corrente affronta temi impegnati socialmente scegliendo la via del realismo espressionista ma l'adesione di Tomea alle idee del gruppo restò abbastanza marginale. Gli anni che seguono sono dedicati allo studio di terni e soggetti cari e ricorrenti: le maschere ghignanti, le candele, gli scheletri, i carnevali. Nel 1945 Tomea è a Marzio dove esegue due affreschi nella Chiesa parrocchiale: Resurrezione di Lazzaro e San Pietro che fa l'elemosina.
Dal dopoguerra Tornea inizia a sostituire il repertorio macabro del primo periodo con motivi più sereni e il colore, dimenticando le accensioni drammatiche di un tempo, si schiarisce mentre 1' impianto compositivo si semplifica. Tomea inizia a dedicarsi al paesaggio e alle nature morte ed emergono temi legati alla terra d' origine e all'infanzia, le serie di fiori, di paesaggi cadorini, di finestre e crocefissi. Nel Cristo Crocifisso , realizzato nel 1956 ad Arcumeggia torna ancora una volta il tema della morte affrontato con un impianto compositivo e strutturale classico ed estremamente semplificato. La drammaticità del momento è restituita allo spettatore proprio dalla essenzialità degli elementi del dipinto con cui contrasta la ricchezza e la forza del colore. Negli ultimi anni Tomearicevette numerosi riconoscimenti e premi. Morì a Milano nel 1960